Le leggi nazionali sulla plastica fanno notizia, ma alcune delle regole più severe e più concretamente applicate in Italia nascono a una scala molto più piccola: quella dell'ordinanza comunale. La Sardegna è oggi la regione con il maggior numero di restrizioni sulle spiagge, e quasi nessuna di queste è stata scritta a Roma.
Una primavera di ordinanze
Il 2019 è stato l'anno di svolta. San Teodoro ha firmato la propria ordinanza il 2 aprile, Arzachena il 5 aprile, Trinità d'Agultu e Vignola aveva deliberato il 27 marzo per le spiagge di Vignola, Li Cossi, Monti Russu, Naraccu Nieddu e Lu Littaroni. Alghero ha scelto la formula più ampia, consentendo il solo materiale biodegradabile compostabile in tutte le spiagge comunali, comprese quelle in concessione, e anche in pinete, parchi e giardini.
Perché funziona meglio di una norma generale
Olbia vieta bottiglie, bicchieri, piatti e posate monouso sul litorale, nelle aree di maggiore tutela naturalistica e nelle piazze. Il vantaggio di questo approccio è che il divieto coincide con il luogo in cui il rifiuto verrebbe abbandonato, e con l'ente che poi dovrebbe raccoglierlo: chi scrive la regola è lo stesso che paga la pulizia della spiaggia. Il limite è altrettanto evidente - le regole cambiano da un comune all'altro, e il bagnante non sempre sa dove finisce una e comincia l'altra.
Fonti
Alghero vieta la plastica monouso nelle spiagge - L'Unione Sarda
Stop alla plastica monouso a Olbia e in spiaggia - ANSA
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